[motocivismo] Patto Formigoni-Galan: sì al nucleare

From: Matteo Tamagni <matteotama_at_hotmail.it>
Date: Thu, 26 Feb 2009 11:24:50 +0100

Il governatore del Veneto: non abbiamo pregiudizi Patto Formigoni-Galan: sì al nucleare Troveremo il posto per le centrali
Il presidente: bene il governo. Gli ambientalisti: dichiarino i siti prima delle elezioni

Giancarlo Galan e Roberto Formigoni al Pirellone (Ansa)MILANO - Formigoni e Galan uniti anche sul nucleare. I governatori di Lombardia e Veneto ieri, dopo aver siglato un patto di collaborazione su Expo, logistica-trasporti e sviluppo sostenibile, si sono spesi per la causa del ritorno al nucleare. «Nessun pregiudizio, sono favorevole alla decisione del Governo, perché il nucleare libera il paese dalla dipendenza dal gas e dal petrolio», ha detto Roberto Formigoni. Sui siti dove collocare le centrali, «attendiamo le proposte ma intanto monitoriamo il nostro territorio».

Un dato farebbe pendere la bilancia verso il nucleare: Lombardia e Veneto sono le due regioni più «energivore» d'Italia. E Giancarlo Galan gli ha fatto eco: «Non abbiamo pregiudizi. Il nucleare è la sola via percorribile e sicura. Siamo disposti a parlarne. Senza ipocrisie». Un invito a nozze per gli ambientalisti che sfidano Formigoni ad un confronto pubblico. E a oltre mezzo secolo dalla 1˚ Conferenza di Ginevra (Atoms for Peace) che ufficializzò la nascita dell'energia nucleare da fissione per usi civili, l'atomo torna a dividere. «L'energia atomica non è conveniente né sicura e non è vero che non sia impattante, perché il ciclo di estrazione e produzione dell'uranio produce alte emissioni di gas serra», ribatte Carlo Monguzzi, consigliere regionale dei Verdi. E Mario Agostinelli, del Prc, ironizza: «Se ci credono davvero, fuori i nomi dei siti prima delle elezioni».

E sono solo le prime schermaglie di una nuova guerra fredda, a 22 anni dal referendum che mise in pensione tra gli altri anche "Arturo", come venne ribattezzato dalla popolazione l'impianto di Caorso che si affaccia sul fiume Po. Un dato è certo: il fabbisogno di energia cresce del 2,5 per cento all'anno. E per ogni lombardo ogni anno vengono bruciate 2,68 tonnellate di petrolio. La Lombardia con il suo parco impiantistico (200 di produzione termoe-lettrica, 334 gli impianti idroelettrici) ha finora assicurato l'80 per cento del fabbisogno elettrico (70.512 GWh). C'è un deficit tra consumo e produzione del 26%. E il gap tra l'utilizzo di fonti rinnovabili e quello di materia prima importata (gas, petrolio) è comunque alto e ciò che si brucia per produrre energia butta nell'aria 76 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno.

A dire che la Lombardia è «autosufficiente» fu la Regione stessa, lo scorso novembre, consegnando al ministro Scajola il parere negativo circa la realizzazione di una nuova centrale termoelettrica nel bresciano. Conferma l'assessore all'Energia, Massimo Buscemi. Che, però, aggiunge: «Doveva funzionare importando gas, aumentando la dipendenza da paesi terzi. Un insediamento nucleare è altra cosa, servirebbe il Paese intero. Ma è presto per parlare di siti». Il direttore del settore Energia della Provincia, Sergio Zabot, fa notare come «con il repowering delle centrali la Lombardia ha fatto grandi passi verso la riduzione del deficit energetico e la strada da percorrere è il risparmio energetico. Solo la raccolta del vetro e dell'alluminio di un anno in Italia ha portato ad un risparmio di energia pari a tre centrali da mille Megawatt».

26 febbraio 2009
http://milano.corriere.it/milano/notizie/politica/09_febbraio_26/formigoni_galan_nucleare_centrali_accordo-1501038413313.shtml



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